Cassetti della scrivania

sabato 4 febbraio 2023

  

Il ragazzo selvatico
di Paolo Cognetti

INFORMAZIONI SUL LIBRO:

Trent’anni, un inverno difficile e la sensazione di non andare da nessuna parte: “Mi sentivo senza forze, sperduto e sfiduciato. Soprattutto non scrivevo, che per me è come non dormire o non mangiare”. Nasce da qui la decisione di lasciare Milano per trasferirsi in una baita di montagna a duemila metri, nella speranza di fare i conti con il passato e ricominciare a scrivere. Da una delle migliori voci della narrativa italiana, la storia di una lotta a mani nude contro il dolore per ritrovare se stessi.

AUTORE: PAOLO COGNETTI

EDITORE: TERRE DI MEZZO

COLLANA: NARRATIVA

PUBBLICAZIONE: 

PAGINE: 199  in BROSSURA 


RECENSIONE:

Paolo è un giovane di trent'anni quanto entra in crisi e decide di lasciarsi la frenesia e i ritmi serrati e soffocanti della città per ritrovare sé stesso nella calma della montagna. Un semplice baita, in mezzo al bosco, è tutto ciò di cui ha bisogno. Abituarsi al silenzio, agli scricchioli, ai suoni nuovi della natura, l'affaccendarsi per poter sopravvivere e prendere confidenza con ciò che lo circonda. Tante domande, poche risposte. Tante paure che riemergono dal profondo.

Quello che cerca di ritrovare Paolo è quel senso di libertà che la città non gli consente, che lo ha inghiottito, intrappolato in un mondo che non suo e che lo rende insoddisfatto. Ogni uomo, durante l'arco della sua vita, prova un senso di disorientamento guardando il suo percorso. Paolo parte per ritrovare sé stesso, per tornare a quella semplicità che gli manca, per affrontare di petto la solitudine, un sentimento potente che a volte, lo fa sentire in pace con sé stesso e volte, lo appesantisce.

Ci sono due analogie che mi vengono in mente quando ho letto questo libro: la prima è  con il "Giovane Holden", il momento esatto in cui Holden telefona a Sally ed preso dalla conversazione le chiede di mollare tutto e andarsene insieme a lui. Che cosa veramente la tiene legata a quel posto che Holden sente così distante da sé, dove non si sente accettato? Perché non andarsene? Perché non cercare altrove, la propria libertà?

La seconda analogia è una canzone dei Pinguini Tattici Nucleari: "la mia solitudine era un mondo magico che ti volevo mostrare". I momenti di solitudine sono necessari: bisogna saperli usare come fonte di rigeneramento, come momenti di calma interiore dalla confusione frenetica di tutti i giorni. La solitudine può essere davvero un mondo magico, un momento solo per noi, una piccola coccola che ci facciamo e può essere condivisa con le persone che più amiamo, nel momento in cui gli altri comprendono il vero significato di quello che noi viviamo a spiegare a parole, non sempre riuscendovi.

È un libro di una grande semplicità ma che ha un grande impatto emotivo. Un libro che ha compre protagonista la montagna, in tutte le sfaccettature: i suoni, i colori, i boschi, gli animali, le fatiche e le soddisfazioni. La montagna è la prova che si deve superare ma è anche l'amica che non ti dà le cose che vuoi ma le cose di cui hai bisogno. 


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