Le piccole libertà
Oliva ha trent’anni, una passione segreta per gli snack orientali e l’abitudine di imitare Rossella O’Hara quando è certa di non essere vista. Di lei gli altri sanno solo che ha un lavoro precario, abita con i genitori e sta per sposare Bernardo, il sogno di ogni madre. Nessuno immagina che soffra di insonnia e di tachicardia, e che a volte senta dentro un vuoto incolmabile. Fa parte della vita, le assicura la psicologa, e d’altronde la vita è come il mare: basta imparare a tenersi in equilibrio sulla tavola da surf. Ma ecco arrivare l’onda anomala che rischia di travolgerla. Dopo anni di silenzio, la carismatica ed eccentrica zia Vivienne – che le ha trasmesso l’amore per il teatro e la pâtisserie – le invia un biglietto per Parigi, dove la aspetta per questioni urgenti. Oliva decide di partire senza immaginare che Vivienne non si presenterà all’appuntamento e che mettersi sulle sue tracce significherà essere accolta dalla sgangherata comunità bohémienne che fa base in una delle più famose librerie parigine, Shakespeare and Company. Unica regola: aiutare un po’ tra gli scaffali e leggere un libro al giorno. Mentre la zia continua a negarsi, Oliva capisce che può esserci un modo di stare al mondo molto diverso da quello a cui è abituata, più complicato ma anche più semplice, dove è possibile inseguire un sogno o un fenicottero, o bere vino sulla Senna con un clochard filosofo. Dove si abbraccia la vita invece di tenersene a distanza, anche quando fa male. E allora, continuare a cercare l’inafferrabile Vivienne o cedere al proprio senso del dovere e tornare a casa? E soprattutto: restare fedele a ciò che gli altri si aspettano da lei o a sé stessa? Quando tante piccole libertà finiscono per farne una grande, rinunciarci diventa quasi impossibile. “Ci sono piccole libertà che ci cambiano per sempre. Perché tante piccole libertà ne fanno una grande.”
EDITORE: FELTRINELLI
PAGINE 258 in BROSSURA
ANNO EDIZIONE: 2021
RECENSIONE:
I
compromessi sono parte della vita. Forse, addirittura sono la vita stessa. Gli
anni scorrono inesorabili, alcuni sogni che durante l'adolescenza infiammavano
gli occhi svaniscono, altri si appoggiano alla consapevolezza che non si è
riusciti a realizzarli, altri ancora rimangono speranzosi nel cuore in attesa
di essere perseguiti.
Oliva
li tiene ancora con sé, in un angolo di cuore, nonostante con gli anni abbia
dovuto venir a patti con sé stessa, con i propri genitori e con lo stesso tempo
che passa. A trent'anni si trova stretta in un tailleur sperando che il suo
contratto di apprendistato venga tramutato in una certezza a tempo
indeterminato, un diamante al dito a ricordarle che il matrimonio con un
avvocato è vicino, una villetta a schiera che aspetta soltanto il trasloco,
l'insonnia che non le lascia tregua e un senso di inadeguatezza che la lascia
spossata e con la certezza di dover fare qualcosa in più. Ma che cosa?
Fin
quando, spunta di nuovo nella sua vita Vivienne: eclettica zia, amante dell'arte,
della letteratura, della poesia, della cultura che le chiede di raggiungerla a
Parigi con la promessa di una lunga chiacchierata per giustificare gli anni di
assenza.
Un'opportunità.
Ecco cosa rappresenta per Oliva che parte, non immaginando certo che il suo
viaggio non durerà soltanto un weekend come previsto, bensì quasi due intere
settimane. Due settimane in cui della zia si percepisce soltanto una traccia:
biglietti lasciati a persone, inviti a serate. Due settimane in cui Oliva si
ritrova ad inseguire la figura sfuggente della zia tra le strade di una Parigi
pittoresca, descritta tramite il caotico chiacchiericcio dei locali, il gusto
burroso dei croissant e quello della crema dei macaron e l'infinito girovagare
tra i luoghi noti della città. Ed è proprio a Parigi che Oliva inizia la lenta
e graduale trasformazione: dal tailleur all'abito a fiori che non ha mai messo
prima, dal dormire esclusivamente con maschera e tappi per le orecchie al
riposare serenamente senza l'ausilio di aiuti. A mano a mano che i giorni
passano, Oliva abbandona le preoccupazioni della quotidianità per lasciarsi
andare al gusto dell'avventura con dei compagni di viaggio stravaganti. E poi c'è
la libreria "Shakespeare and Company": un universo parallelo fatto di
parole, pensieri, aiuto reciproco, bevute in compagnia, letture veloci,
giacigli improvvisati. Il punto di appoggio di Oliva e dei suoi compagni di
avventura.
Con uno stile pacato e gentile, l'autrice racconta una storia di rinascita e di presa di coscienza delle proprie capacità, delle proprie libertà e della propria persona.
Ammetto che non sempre Oliva mi è convinta, talvolta i suoi pensieri mi lasciavano un pochino perplessa ma di sicuro, questo non influenza il fatto che questa storia risulta essere una lettura piacevole, fresca come l'aria primaverile. Una storia che – come alla protagonista al suo ritorno a casa – lascia nel cuore, un senso di leggerezza.

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