La libreria del buon romanzo
Un
misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia,
viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora
bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori
strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata
in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore
capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori
non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle
persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una
malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai
pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della
letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove vendere solo
i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai,
sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far
quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo
che scatena però una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.
EDITORE: E/O EDIZIONI
COLLANA: TASCABILI E/O
PAGINE 402 in BROSSURA
ANNO EDIZIONE: 2011
RECENSIONE:
Francia.
Tre
persone: Paul Néon, Anne-Marie Montbrun, Armel. Tre persone differenti, con
vite altrettanto differenti in tre luoghi distanti. Cosa li accomuna?
Sono
le vittime di tre attentati misteriosi. Per capire chi sia il colpevole e il
movente di tali crimini a danni di tre persone perbene è necessario tornare
indietro nel tempo.
Ivan
è un intellettuale che lavora come libraio dispensando consigli ai consigli
ignorando il marketing sulle pubblicazioni dei libri, Francesca è una donna
benestante, moglie di un imprenditore. S'incontrano per caso e capisco fin dai
primi istanti di avere una cosa in comune: l'amore per i libri e per la
letteratura. Insieme decidono di realizzare un sogno: aprire la libreria del
"buon romanzo".
"Da noi verrà gente che, salvo avere un amore particolare per l’autore, non comprerebbe mai un libro perché appena uscito, gente che acquista per motivi del tutto indipendenti dalla data di pubblicazione. Avremo il genere di persone che entrano in libreria sapendo già quel che vogliono…”
Un progetto ambizioso. Ma come distinguere un buon romanzo da uno nella media? Ivan e Francesca decidono di non prendersi questa responsabilità e convocano otto esperti - le cui identità dovrebbero restare ignote tranne che ai titolari della libreria - e li incaricano di stilare una lista di 600 romanzi meritevoli di stare "Al Buon Romanzo". Sono gli stessi esperti ad essere poi vittime di misteriosi incidenti. L'iniziale successo della libreria viene presto offuscato da minacce da parte della concorrenza, articoli di giornale incalzanti e lettere anonime.
Con
il carattere del giallo, vaghe pennellate di poliziesco e una traccia
leggera di rosa, "La libreria del buon romanzo" ruota intorno ad
una domanda più volte riportata tra le pagine di questo romanzo: che cosa rende
un libro, un buon libro? Che cosa lo rende indimenticabile agli occhi di un
lettore? Cos'è per me la buona letteratura?
Una domanda difficile da rispondere. Banalmente si potrebbe dire: "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace." E probabilmente è così. In un'utopistica libreria del buon romanzo, non riuscirebbe a racchiudere tutti i possibili buoni romanzi che sono scritti negli anni, nel mondo. Ciò che può essere buono per me, potrebbe essere non ritenuto all'altezza da un'altra persone e viceversa. E se anche riuscissimo a raccogliere tutto il materiale, molto probabilmente non basterebbe una libreria di Parigi, per contenerla. Impossibile dare un contributo oggettivo.
Apprezzo lo sforzo, però.
Questo
libro è un inno alla letteratura, un elogio alla lettura che ignora i dettami
del marketing ma va a pescare titoli perduti in fondo ad uno scatolone in un
mercatino dell'antiquariato, titoli dimenticati su uno scaffale di una casa
semivuota, titoli nascosti in biblioteca, titoli classici, titoli che si sono
persi nell'oblio della memoria. Non si guarda al nome o alla copertina ma si
guarda al contenuto, alle parole che vive, pulsano e sprigionano emozioni. Non
esistono scelte sbagliate o giuste, lettori alfa e lettori beta, basta che si
legga con passione, costanza, volontà, senza perdere quell'innocenza e quella
curiosità che a volte, è caratteristica dei bambini.
In
un filone parallelo alla libreria, si segue anche la storia di un amore.
Fragile, inquieto, in perenne tensione, senza tempi e senza risposte,
incompreso, oscilla sempre da "troppo" a "troppo poco". E
poi c'è un'amicizia: tacita, di comune accordo, non invadente, fatta di silenzi
e risposte vaghe, sguardi incerti, occhiate fugaci e comprensive.
Molto
difficile ripercorrere le tappe di questo romanzo: in ogni pagina vi sono
avvenimenti, dialoghi, citazioni di libri, titoli di romanzi, nomi di autori,
di editori, di giornalisti, ammiratori entusiasti, detrattori, nemici della
libreria, lotte senza mezze misure, passioni.
Il
ritmo della lettura è lente ma ben cadenzato, ha un ritmo proprio che deve
essere accettato. Personalmente, ammetto di aver fatto un po' di fatica a star
dietro alla narrazione in quanto risulta essere puntigliosa ma posso dire
tranquillamente che ho apprezzato molto questo romanzo, in ogni sua pagina.

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