Cassetti della scrivania

martedì 10 maggio 2022

 La libreria del buon romanzo 

di Laurence Cossé

INFORMAZIONI SUL LIBRO:

Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove vendere solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che scatena però una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

EDITORE: E/O EDIZIONI

COLLANA: TASCABILI E/O

PAGINE 402 in BROSSURA

ANNO EDIZIONE: 2011


RECENSIONE:

Francia.

Tre persone: Paul Néon, Anne-Marie Montbrun, Armel. Tre persone differenti, con vite altrettanto differenti in tre luoghi distanti. Cosa li accomuna?

Sono le vittime di tre attentati misteriosi. Per capire chi sia il colpevole e il movente di tali crimini a danni di tre persone perbene è necessario tornare indietro nel tempo.

Ivan è un intellettuale che lavora come libraio dispensando consigli ai consigli ignorando il marketing sulle pubblicazioni dei libri, Francesca è una donna benestante, moglie di un imprenditore. S'incontrano per caso e capisco fin dai primi istanti di avere una cosa in comune: l'amore per i libri e per la letteratura. Insieme decidono di realizzare un sogno: aprire la libreria del "buon romanzo".


"Da noi verrà gente che, salvo avere un amore particolare per l’autore, non comprerebbe mai un libro perché appena uscito, gente che acquista per motivi del tutto indipendenti dalla data di pubblicazione. Avremo il genere di persone che entrano in libreria sapendo già quel che vogliono…”


Un progetto ambizioso. Ma come distinguere un buon romanzo da uno nella media? Ivan e Francesca decidono di non prendersi questa responsabilità e convocano otto esperti - le cui identità dovrebbero restare ignote tranne che ai titolari della libreria - e li incaricano di stilare una lista di 600 romanzi meritevoli di stare "Al Buon Romanzo". Sono gli stessi esperti ad essere poi vittime di misteriosi incidenti. L'iniziale successo della libreria viene presto offuscato da minacce da parte della concorrenza, articoli di giornale incalzanti e lettere anonime.

Con il carattere del giallo, vaghe pennellate di poliziesco e una traccia leggera di rosa, "La libreria del buon romanzo" ruota intorno ad una domanda più volte riportata tra le pagine di questo romanzo: che cosa rende un libro, un buon libro? Che cosa lo rende indimenticabile agli occhi di un lettore? Cos'è per me la buona letteratura?

Una domanda difficile da rispondere. Banalmente si potrebbe dire: "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace." E probabilmente è così. In un'utopistica libreria del buon romanzo, non riuscirebbe a racchiudere tutti i possibili buoni romanzi che sono scritti negli anni, nel mondo. Ciò che può essere buono per me, potrebbe essere non ritenuto all'altezza da un'altra persone e viceversa. E se anche riuscissimo a raccogliere tutto il materiale, molto probabilmente non basterebbe una libreria di Parigi, per contenerla. Impossibile dare un contributo oggettivo. 

Apprezzo lo sforzo, però.

Questo libro è un inno alla letteratura, un elogio alla lettura che ignora i dettami del marketing ma va a pescare titoli perduti in fondo ad uno scatolone in un mercatino dell'antiquariato, titoli dimenticati su uno scaffale di una casa semivuota, titoli nascosti in biblioteca, titoli classici, titoli che si sono persi nell'oblio della memoria. Non si guarda al nome o alla copertina ma si guarda al contenuto, alle parole che vive, pulsano e sprigionano emozioni. Non esistono scelte sbagliate o giuste, lettori alfa e lettori beta, basta che si legga con passione, costanza, volontà, senza perdere quell'innocenza e quella curiosità che a volte, è caratteristica dei bambini.

In un filone parallelo alla libreria, si segue anche la storia di un amore. Fragile, inquieto, in perenne tensione, senza tempi e senza risposte, incompreso, oscilla sempre da "troppo" a "troppo poco". E poi c'è un'amicizia: tacita, di comune accordo, non invadente, fatta di silenzi e risposte vaghe, sguardi incerti, occhiate fugaci e comprensive.

Molto difficile ripercorrere le tappe di questo romanzo: in ogni pagina vi sono avvenimenti, dialoghi, citazioni di libri, titoli di romanzi, nomi di autori, di editori, di giornalisti, ammiratori entusiasti, detrattori, nemici della libreria, lotte senza mezze misure, passioni.

Il ritmo della lettura è lente ma ben cadenzato, ha un ritmo proprio che deve essere accettato. Personalmente, ammetto di aver fatto un po' di fatica a star dietro alla narrazione in quanto risulta essere puntigliosa ma posso dire tranquillamente che ho apprezzato molto questo romanzo, in ogni sua pagina.

 

 

 

 


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