Cassetti della scrivania

sabato 5 febbraio 2022

 La donna dai capelli rossi 

di Orhan Pamuk

INFORMAZIONI SUL LIBRO:

Cem è solo un umile apprendista costruttore di pozzi quando incontra la donna che cambierà il corso della sua esistenza. È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell’attrice che sul palco sa trasformarsi nell’eroina sensuale e perduta dei poemi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti.

EDITORE: EINAUDI

COLLANA: SUPERCORALLI

PAGINE: 272

ANNO EDIZIONE: 2017


RECENSIONE:

Figlio unico, un padre assente, una madre protettiva. Queste sono i presupposti della storia di Cem. Un ragazzo che fin da subito si dimostra essere risoluto e determinato nel diventare uno scrittore, ma per diventare ciò che sogna deve prima frequentare una buona università, decide quindi la decisione di lavorare alla costruzione di un pozzo, in una città sconosciuta, sotto l’ala protettiva del suo mastro. Cem così, entra a far parte del mondo adulto, scoprendole i dilemmi, le difficoltà e i compromessi. Si osserva come accanto allo scavo fisico del pozzo in una terra arida e dura, l’autore ne affianchi anche una maggior introspezione del personaggio dando vita a desideri, pensieri, paranoie e soprattutto la sua profonda ossessione per una donna dai capelli rossi, vista per la prima volta in città. Da lì il tormento, la fissazione, il desiderio impronunciabile e proibito talmente intenso da fargli perdere l’attenzione e il sonno, di possederla. Desiderio che si snoda nella prima parte del libro e che si conclude con una notte di passione (che passa molto in sordina, rispetto il resto) e un tragico evento.

Nella seconda parte del libro, l’attenzione si sposta sulla vita di Cem e sul suo crescere in ambito lavorativo. Il passato lo tiene in ostaggio, non gli permette mai una vera e piena felicità nonostante si sposi, fondi un’azienda, si arricchisca. Il rapporto padre-figlio è il tema principale della storia che ne viene sviscerata ogni sfaccettatura partendo da opere mastre come “Edipo re”, “Il libro dei re” il racconto biblico di Abramo e Isacco tra il bisogno di essere riconosciuti, di ribellarsi, di libertà, di scandalo, di protezione, di gelosia, di furia omicida, trascinando così il lettore in una spirale impossibile da districare di innocenza, crudeltà, sensi di colpa e giustificazione. Dove inizia uno e finisce l’altro? Impossibile da dire.

Sullo sfondo, la Turchia. Gli anni dell’ascesa del nuovo partito islamico e la transizione verso la modernità.

Devo essere sincera, questo libro non è mi ha convinto del tutto. L’autore tende a ripetersi più volte, ad analizzare nel dettaglio ogni sfaccettatura dei rapporti che si vengono a creare, perdendo dal talvolta il filo del discorso e risultando essere pedante. Un libro che sicuramente ha un suo fascino per l’uso della lingua che ne fa, quasi fiabesco, per le immagini, per le riflessioni ma forse, non nelle mie corde.



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