<Vivere, in fondo, non è che una serie di storie che si
chiudono e si aprono, un continuo stringere la presa e lasciar andare. Una catena
infinita di incontri e di addii.>
Quante esistenze attraversano una stazione affollata. Dietro
i volti delle persone in fila all’edicola o al balcone del bar si nasconde un
groviglio di desideri e paure, di dolori e speranze. C’è una donna che non deve
partire, eppure resta lì seduta lì, le borse della spesa ai piedi. C’è un padre
che smarrito il figlio e un uomo che sta per separarsi dalla donna della sua
vita. C’è un marito che vede un enorme coniglio accanto a sua moglie ogni volta
che la guarda, una ragazza che riceve messaggi inattesi, un ragazzo che ha
preso una decisione irreversibile. C’è un mistero indecifrabile di ogni
incontro capace di farci cambiare strada e il terrore dell’abbandono sempre
dietro l’angolo. Poi c’è uno scrittore con un buffo berretto giallo che si
aggira fra i binari dopo aver perso il treno, ed è impaziente di salire sul
prossimo. Perché sa che alla fine del viaggio troverà la sua famiglia ad
aspettarlo. Perché <l’amore ha sempre, sempre a che fare con qualcuno in
grado di riportarti a casa.>
EDITORE: EINAUDI
COLLANA: EINAUDI STILE LIBERO BIG
PAGINE 184 in BROSSURA
ANNO EDIZIONE: 2021
RECENSIONE:
Che cosa potrebbe esserci mai di
tanto speciale in una stazione ferroviaria di provincia, in una fredda giornata
di novembre? È proprio qui che s’intersecano diverse storie. Al binario del
treno si possono trovare tante persone, dal padre che aspetta il proprio figlio
scappato di casa, alla donna che attende paziente una telefonata dal marito: c’è
chi arriva, chi parte, chi attende il prossimo treno, chi attende una persona,
chi spera in una telefonata, chi vorrebbe non averla fatta, chi cerca uno
sguardo, un gesto d’aiuto, chi si è smarrito, chi ha colto un’occasione, chi
prega di averne ancora di occasioni.
Tanti sconosciuti che
s’incontrano, si scontrano, si sfiorano impercettibilmente, intrecciano le loro
vite soltanto per il tempo di un respiro per poi guardare altrove e dissolvere
quel breve legame creatosi tra di loro per continuare la loro vita altrove, al
momento dell’arrivo del treno. L’attesa alla stazione diventa di tempo di un
racconto. Ci si trova quindi a seguire un filo rosso che collega una dopo
l’altra tante storie: alcune buffe, altre nostalgiche, altre ancora colme di
timore ma tutte accumunate non solo dal bagaglio che si portano dietro ma anche
dalle sensazioni, dai sentimenti, dalle paure.
Ci sono storie che intrappolano il
lettore al proprio interno, storie raccontate con estrema semplicità ma che
hanno la forza di un tornado in grado di strapparti da terra e travolgerti con
il loro potere, con la loro gentilezza, la loro empatia, la loro intensità.
Storie di attese che diventano il tempo di ritrovarsi, di perdonarsi, di
comprendersi, di amarsi, tempo di sperare ancora, il tempo di lasciare
sovrappensiero una traccia lieve nella vita degli altri che si assopisce nel
momento dell’addio e si risveglia per lasciare sul volto un sorriso o
un’espressione corrucciata dopo diversi anni. Come una macchia indelebile che
non può essere lavata con il detersivo.
Questa è la descrizione di questo libro meraviglioso.
Sembra quasi di sentire il fischio del treno.
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