Cassetti della scrivania

martedì 28 dicembre 2021

Il tempo di tornare a casa 
di Matteo Bussola


INFORMAZIONI SUL LIBRO:

<Vivere, in fondo, non è che una serie di storie che si chiudono e si aprono, un continuo stringere la presa e lasciar andare. Una catena infinita di incontri e di addii.>

Quante esistenze attraversano una stazione affollata. Dietro i volti delle persone in fila all’edicola o al balcone del bar si nasconde un groviglio di desideri e paure, di dolori e speranze. C’è una donna che non deve partire, eppure resta lì seduta lì, le borse della spesa ai piedi. C’è un padre che smarrito il figlio e un uomo che sta per separarsi dalla donna della sua vita. C’è un marito che vede un enorme coniglio accanto a sua moglie ogni volta che la guarda, una ragazza che riceve messaggi inattesi, un ragazzo che ha preso una decisione irreversibile. C’è un mistero indecifrabile di ogni incontro capace di farci cambiare strada e il terrore dell’abbandono sempre dietro l’angolo. Poi c’è uno scrittore con un buffo berretto giallo che si aggira fra i binari dopo aver perso il treno, ed è impaziente di salire sul prossimo. Perché sa che alla fine del viaggio troverà la sua famiglia ad aspettarlo. Perché <l’amore ha sempre, sempre a che fare con qualcuno in grado di riportarti a casa.>

EDITORE: EINAUDI

COLLANA: EINAUDI STILE LIBERO BIG

PAGINE 184 in BROSSURA

ANNO EDIZIONE: 2021


RECENSIONE:

Che cosa potrebbe esserci mai di tanto speciale in una stazione ferroviaria di provincia, in una fredda giornata di novembre? È proprio qui che s’intersecano diverse storie. Al binario del treno si possono trovare tante persone, dal padre che aspetta il proprio figlio scappato di casa, alla donna che attende paziente una telefonata dal marito: c’è chi arriva, chi parte, chi attende il prossimo treno, chi attende una persona, chi spera in una telefonata, chi vorrebbe non averla fatta, chi cerca uno sguardo, un gesto d’aiuto, chi si è smarrito, chi ha colto un’occasione, chi prega di averne ancora di occasioni.

Tanti sconosciuti che s’incontrano, si scontrano, si sfiorano impercettibilmente, intrecciano le loro vite soltanto per il tempo di un respiro per poi guardare altrove e dissolvere quel breve legame creatosi tra di loro per continuare la loro vita altrove, al momento dell’arrivo del treno. L’attesa alla stazione diventa di tempo di un racconto. Ci si trova quindi a seguire un filo rosso che collega una dopo l’altra tante storie: alcune buffe, altre nostalgiche, altre ancora colme di timore ma tutte accumunate non solo dal bagaglio che si portano dietro ma anche dalle sensazioni, dai sentimenti, dalle paure.

Ci sono storie che intrappolano il lettore al proprio interno, storie raccontate con estrema semplicità ma che hanno la forza di un tornado in grado di strapparti da terra e travolgerti con il loro potere, con la loro gentilezza, la loro empatia, la loro intensità. Storie di attese che diventano il tempo di ritrovarsi, di perdonarsi, di comprendersi, di amarsi, tempo di sperare ancora, il tempo di lasciare sovrappensiero una traccia lieve nella vita degli altri che si assopisce nel momento dell’addio e si risveglia per lasciare sul volto un sorriso o un’espressione corrucciata dopo diversi anni. Come una macchia indelebile che non può essere lavata con il detersivo.

Questa è la descrizione di questo libro meraviglioso.

Sembra quasi di sentire il fischio del treno.


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